Auto e crisi: L’esecutivo sottovaluta energia e ambiente

17/05/2009
By Pietro Orsatti


: «Negli Marchione trova attenzione e incentivi che in non ha»
di Pietro Orsatti per Terra

Un Paese dove ed sono tornati a essere due mondi separati e incomunicabili. Questa è l’ di , che sembra ignorare la reale portata della globale e la necessità di puntare all’efficienza e all’innovazione per uscire fuori dalla strettoia creata dal crollo finanziario, come invece stanno cercando di fare gran parte di Paesi occidentali. «Dopo le tiepide prese di posizione del Prodi, la di oggi sembra voler portare indietro l’orologio – spiega , storico esponente dell’ambientalismo italiano e docente alla Sapienza di -. Mentre Obama, e non solo lui, punta sull’abbassamento del costo energetico, perché l’ è al centro delle esigenze produttive e ambientali, sembra sottovalutare le opportunità anche economiche che si aprirebbero».

Questo sta avvenendo anche nel settore automobilistico?

Marchionne è efficiente e soprattutto è molto credibile sul “mercato” statunitense. Dopo tutto, la sua e la sua formazione sono d’oltre Oceano. E poi ricordiamoci che ha ampiamente dimostrato di essere in grado di risanare un’azienda in un quadro pressoché disperato. La Fiat che ha ereditato quattro anni fa era letteralmente a un passo da farsi sbranare dalle banche e in poco tempo ha portato a pareggio il bilancio. Questo tipo di capacità lo rende assolutamente affidabile sul mercato .
Ma perché la Chrysler?
Stati Uniti, e anche hanno investito miliardi di euro vincolandoli però alla fabbricazione di auto più piccole, dai consumi minori e con impatto ambientale ed energetico molto inferiore a quello attuale. Tremonti invece, nonostante le dichiarazioni di che prometteva miliardi su miliardi, ha stanziato solo poco più di 400 milioni di euro. Del resto è lo stesso tipo di situazione di divaricazione fra procalmi e realtà a cui stiamo assistendo oggi sul terremoto.

Quindi Marchionne, non ottenendo gli aiuti necessari in , si rivolgerebbe altrove?

Quello che può offrire è proprio quello che Obama ha posto come condizione per gli incentivi: macchine più piccole e a minor consumo. Quel tipo di tecnologia e di modello già esiste in Europa e in e negli ultimi anni alcune operazioni di efficienza ancor maggiore la Fiat le ha messe in cantiere. Trasferire tecnologia per Marchionne, perciò, sarà molto più rapido che trasformare un intero modello produttivo consolidato negli anni come quello . Intercettando, perciò, aiuti e incentivi da parte di Washington.

Disegna la situazione come se l’ si illudesse di essere immune dalla crisi.
Su questo non posso che allinearmi con tutti i leader dell’opposizione che valutano totalmente errata e forviante l’azione dell’esecutivo. Si continua a rimandare e a non affrontare uno dei punti di crisi, l’. E si propongono soluzioni e modelli vecchi.

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2 Responses to “ Auto e crisi: L’esecutivo sottovaluta energia e ambiente ”

  1. libero on 18/05/2009 at 23:42

    HO VISTO L’AQUILA
    Lettera a mia moglie scritta ieri notte

    http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/05/prove-tecniche-di-regime.html

  2. Pietro Orsatti on 20/05/2009 at 12:14

    Scusami se non ho approvato prima ma ero in Abruzzo, appunto… grazie

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