giugno 13, 2009 | In: Articoli, Dall'Italia, News

Il ritorno a Partinico di Michele Vitale

di Telejato Notizie – 13 giugno 2009
Partinico (PA). Dopo avere scontato la  pena di 10 anni di reclusione torna nella sua casa di Via Colombio Michele Vitale, uno dei tre fratelli per anni a capo della cosca mafiosa di Partinico (le indagini della DIA dicono che sono ancora loro i protagonisti della scena).

Michele che dei tre è stato sempre considerato il più “tranquillo” ha scontato la pena comminata dal tribunale di Palermo unificata con quella  del 9 luglio 1999, per il delitto di cui all’art. 416 bis C.P. per avere, in concorso con numerose altre persone fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere reati contro la vita, l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro il patrimonio, tra i quali quelli di cui ai capi che seguono, nonché per acquisire il controllo di attività economiche e appalti pubblici e, comunque, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti. Con l’aggravante del quarto comma trattandosi di associazione armata. 
Il calcolo di cui si è tenuto conto per la pena è il seguente: pena base anni 5 di reclusione, aumentata di anni due per le contestate aggravanti ed in esito all’unificazione si aumenta di altri 3 anni e si perviene alla pena sopra indicata di anni 10. A questa pena si deve aggiungere la misura di sicurezza della assegnazione ad una casa di lavoro per la durata di anni 2.
Tra l’altro è stato condannato per avere, dallo stato di detenzione in cui si trovava, messo a disposizione delle attività illecite della famiglia mafiosa i propri figli illegittimi Giovanni ed Antonio Intravaia.
In tutto questo  non possiamo fare a meno di ricordare che i componenti della sua famiglia, e parliamo dei fratelli e delle sorelle, sono tutti protagonisti della vita delittuosa di Partinico degli ultimi decenni.
A cominciare dal più grande Leonardo, capo carismatico della famiglia mafiosa che ha ormai collezionato qualche ergastolo per associazione mafiosa e per avere commesso diversi delitti.
Per proseguire con Vito, il più violento da quello che racconta Giusy nel suo libro “Ero cosa loro”, che teneva ii rapporti con il capo dei capi e con i boss corleonesi. Dai più anziani si voleva staccare, insieme a Giovanni Brusca, a Mimmo Raccuglia e a Matteo Messina Denaro, per potere agire in piena autonomia senza dovere a tutti i costi chiedere le autorizzazioni agli anziani Riina e Provenzano.
Anche la mite Nina è stata condannata per associazione mafiosa. Recentemente la Corte d’Appello le ha aumentato la pena a 10 anni di reclusione in base a diverse intercettazioni che ne hanno aggravato la posizione.
In ultimo Giusy Vitale, la prima donna boss di Partinico che aveva preso il posto dei fratelli nella gestione del mandamento e che, dopo essere venuta a conoscenza di diversi fatti e complicità, ne ha riferito poi ai magistrati della dda.
Con il suo libro  “Ero cosa loro”  ha persino portato a conoscenza dei molti lettori la situazione della famiglia Vitale e i rapporti che intercorrevano tra loro all’interno delle loro stanze. Molte le violenze in famiglia raccontate dalla donna pentita che però non ha mai mancato di puntualizzare la sua ammirazione per i fratelli.
Oggi Michele troverà sicuramente una situazione molto cambiata rispetto a 10 anni fa; non troverà più niente del suo regno di Valguarnera, dove al posto delle stalle ci sono distese incolte intestate a uomini che hanno segnato la lotta alla mafia. E difficilmente troverà terreni dove pascolare gli animali come se fossero a casa loro.
E tante altre cose sono cambiate. Adesso ci sono le associazioni antiracket e persino qualche suo concittadino commerciante, come d’altronde lui sa bene, si è stancato di  sottostare alle continue richieste di estorsione.
Ultimo, ma solo in ordine di citazione, l’Osservatorio Sviluppo e legalità Giuseppe La Franca, con tutti i suoi sforzi per garantire e contestualmente far rispettare i protocolli attraverso la divulgazione dell’educazione alla giustizia e ai comportamenti legali.
Ma quello che troverà sicuramente stravolta è la mentalità dei suoi concittadini e della maggior parte di politici (vecchi e nuovi) ormai consapevoli del fatto che la mafia a Partinico non fa più parte della storia attuale.
Dunque caro Michele auguri per il tuo avvenire di cittadino di Partinico, corretto e ineccepibile, perché siamo sicuri che da oggi la tua vita cambierà.
O almeno speriamo.

Tratto dal Tg di Telejato del 12 giugno 2009

Info: telejato.it

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