Si approva il decreto Abruzzo e si occulta la contestazione

23/06/2009
By Pietro Orsatti

Terremoto – Finti allarmi black block, disillusione e , sul piano locale, che esplodono d’improvviso. A L’Aquila si attende l’inizio del , subendo una tensione artificiale che sembra essere costruita ad arte per coprire i ritardi
di Pietro Orsatti su Terra

La statale 17 a L’Aquila continua ad essere la via di comunicazione principale fra il capoluogo e i centri della valle dell’Aterno colpiti dal sisma del 6 aprile. Questa è la strada che conduce al luogo simbolo del terremoto: Onna. Da ormai dieci giorni il piccolo centro è tagliato fuori dalla vista di giornalisti e persone che non siano appartenenti alle forze dell’ordine e della Protezione civile. Ragioni di ? Improbabile. Non c’è , infatti, nessun blocco all’accesso per più di due mesi. Ma finalmente si sta lavorando alacremente dietro il cordone di guardie forestali. Che siano le opere necessarie a creare il set del “tour del dolore” che si sta organizzando in occasione del di luglio? Se non a Onna, dove? Peccato che, oltre a una messa in dei luoghi di passaggio, finora non sia stata spostata neppure una pietra dalla notte della scossa. Accontentiamoci, almeno qualcosa si muove. E si muove anche a Bazzano. Ricostruzione h24, lavori su tutte le 24 ore. Per il Piano case, ovviamente. Bazzano è uno dei siti delle cosiddette “casette”, ed è quello dove i lavori procedono più velocemente. Negli altri siti ce la si prende con calma, in alcuni i lavori non sono neppure iniziati. Sarà perché il cantiere a Bazzano è proprio a lato della statale 17 e perciò perfettamente visibile da un eventuale corteo di “Vip” che dalla sede principale del di Coppito arrivi a Onna? Facciamo finta di niente, anche qui almeno qualcosa sta succedendo dopo mesi di immobilismo assoluto.

«Il non ci porterà niente». Ormai questa convinzione ha trovato cittadinanza nelle tendopoli, perfino fra i sostenitori più entusiasti del premier, incantati per mesi dalle promesse mirabolanti dell’esternatore a reti unificate (o uniche?). Promesse che finora non si sono neppure lontanamente realizzate, trasformando la fiducia e l’attesa in sospetto e disillusione. Sentimenti sfociati nelle ultime settimane in . Prima a L’Aquila, poi anche a davanti a Montecitorio durante la discussione del decreto Abruzzo. E poi ancora a L’Aquila, durante l’ultima visita del premier. Quella che ormai tutti chiamano la “visita invisibile”. Nessuno lo ha visto, dall’elicottero non è proprio sceso fino a quando è sbarcato a Coppito, nella green zone del capoluogo dove nessun “speculatore sui morti” (e nessun giornalista) potesse intralciare il suo incedere sicuro. Speculatori e provocatori. Ecco l’accusa a chiunque degli sfollati protesti contro le condizioni in cui sono costretti a vivere e contro il decreto Abruzzo e le tante amnesie e incongruenze inserite nel testo. E allora che si fa? Non si può certo ammettere che qualcuno documenti le contestazioni dei cittadini de L’Aquila Soprattutto i internazionali che hanno il brutto vizio di non appartenere alle aziende di famiglia.

è allora ancora il a venire incontro al premier in calo di popolarità (in Abruzzo certamente). In tre giorni di iperattività da parte degli uffici del , ecco confezionato l’allarme No global. «Si sono già infiltrati fra gli sfollati», si scrive su un giornale locale. «Fanno finta di lavorare alla ricostruzione di qualche struttura di carattere sociale», prosegue. Bene, bravi, bis. Ecco il nemico. Ecco chi contesta. Gli fa eco anche una corrispondenza de . Anche i migliori cadono nelle trappole dell’ufficio marketing mediatico creativo che opera a Coppito. Peccato sia l’ennesima bufala confezionata dai . Nessuna traccia di black block tedeschi fra le tende di piazza D’Armi. Gli unici dall’aspetto inquietante che circolano da queste parti sono i militanti di Casa Pound, che pur essendo stati allontanati dal campo di Poggio Picenze, hanno deciso di rimanere qui. E il decreto Abruzzo, intanto, viene approvato definitivamente dal . Senza che le richieste dei terremotati venissero accolte. Nessuno, però, a L’Aquila si aspettava più qualcosa di diverso. 

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3 Responses to “ Si approva il decreto Abruzzo e si occulta la contestazione ”

  1. massimo carletti on 26/06/2009 at 22:52

    Non sò dove hai preso le tue info che casapound italia sarebbe stata “cacciata” da poggio picenze.
    Forse sarebbe il caso che ti documentassi un pò meglio, magari facendo una passeggiata al campo stesso, parlando con la gente del posto, il sindaco, gli impegati comunali etc. etc.
    Casapound italia ha chiuso il suo campo a poggio picenze non essendo più necessario un presidio fisso in loco, continuando la sua collaborazione con il comune per la nascita di un campo giochi moderno e della più grande biblioteca pubblica d’abruzzo.

    qualcuno intanto continua a blaterare

  2. Simone on 27/06/2009 at 08:23

    Casa Pound allontanata da Poggio picenze? Quanto sono brutte le bugie, sopratutto in bocca a chi si vuol definire voce libera. Leggiti le dichiarazioni del sindaco di Poggio!

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