luglio 28, 2009 | In: Articoli, Interviste

De Magistris: «Inutile discutere se i Pd sono Loiero e Bassolino»

di Pietro Orsatti su Terra

POLITICA L’ex Pm nega ogni possibilità di alleanza con il centrosinistra semmai decidesse di ricandidare gli ex governatori della Calabria e della Campania. Non c’è margine di trattativa: «Per noi sono improponibili in partenza».

 
L’inevitabile querelle emersa dalla crescita esponenziale dell’Idv e dei conseguenti nuovi equilibri fra il partito di Di Pietro, la sinistra e il Pd sta diventando punto centrale della politica italiana nell’ultimo mese. Al centro di questo processo c’è Luigi De Magistris, la nuova figura (inutile ormai chiamarla emergente) della politica italiana. Che a un bar a pochi metri da via D’Amelio a Palermo si lascia andare a una riflessione sul futuro dell’opposizione al Pdl in Italia.
 
 
 
In qualche modo la vostra presenza e il vostro successo, sta condizionando anche il percorso congressuale del Pd?
 
Già da prima delle elezioni europee era chiaro che se quella consultazione fosse andata in un determinato modo, come è avvenuto, avrebbero messo in moto il quadro politico. Sia a sinistra che, addirittura, nel Pdl. La situazione è molto fluida ma, finalmente, qualcosa si sta verificando. La situazione è dinamica soprattutto nel centrosinistra ma io credo che anche nel centrodestra stia già avvenendo qualcosa.
 
 


 
E questa idea, a destra, di un Partito del Sud?
 
È un evidente tentativo di cercare di emulare in qualche modo la Lega, che indubbiamente a Nord ha un grande successo fondato sul radicamento sul territorio. Alla Lega bisogna riconoscere la capacità di aver messo in atto un radicamento del tutto inedito, in contro tendenza, e di puntare su alcuni temi fortemente propagandistici come la sicurezza e l’immigrazione. Temi che partono da esigenze sentite nei sentimenti delle persone ma vengono evidentemente strumentalizzate. Al Sud il centrodestra cerca di fare la stessa cosa. Organizzare un partito per dare l’impressione di essere più vicini al popolo meridionale (come la boutade di quell’europarlamentare del Pdl che il primo discorso che voleva fare a Strasburgo lo voleva fare in napoletano). Un modo di cercare di entrare in sintonia con il popolo meridionale ma usando propaganda e strumentalizzazioni inutili, e di accogliere persone che, davanti a un nuovo asse che si dovesse creare nel centrosinistra, verrebbero tagliate fuori. Mi riferisco, tanto per fare qualche nome, a un Loriero o a un Bassolino.
 
 
 
Bassolino sembra intenda tornare a fare il sindaco.
 
Perciò dico che si tratta di persone che cercano nuove collocazioni, e noi come Idv continuiamo a dire, lo abbiamo già detto in campagna elettorale, il nostro interlocutore principale è il Pd, però vogliamo che anche lì avvenga un’azione di rinnovamento. Se poi dobbiamo andare a ragionare per le elezioni amministrative con Loriero e Bassolino per noi, praticamente, è improponibile in partenza.
 
 
 
Quindi considera la storia politica del governatore della Campania un capitolo chiuso?
 
Certamente. Ma credo che faccia bene allo stesso Pd considerarlo un capitolo chiuso. Che sia chiaro, un capitolo chiuso come dirigenza. Certo che sono una risorsa per il Pd sia Loiero che Bassolino, visto che portano comunque moltissimi voti ma non si può pensare di costruire l’alternativa a Berlusconi cominciando dalle amministrative con questo personale politico uscito da quella storia e da quella crisi.

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