luglio 28, 2009 | In: Articoli, News

L’antimafia non c’è più

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DENUNCIA Il monito di Draghi: «Con la crisi economica la criminalità organizzata è ancora più pericolosa e invasiva». Il parlamentare del Pd Lumia accusa il governo: «Da marzo le procure non possono più accedere all’anagrafe dei depositi».

L’allarme non è da poco. La crisi economica rende ora «più importante che mai» la lotta alla criminalità organizzata che «in vaste aree del Paese frena il tasso di crescita». Non è un politico, tantomeno un magistrato a denunciarlo. È il governatore della Banca D’Italia Draghi che si è esposto due giorni fa in un’audizione presso la Commissione parlamentare antimafia. Mai dichiarazioni così allarmanti e così nette. E ancora.

La crisi economica espone le imprese a numerosi e gravi pericoli, rendendole «più facilmente aggredibili da parte della criminalità organizzata. Anzitutto, ma non solo, attraverso l’esercizio dell’usura nelle sue diverse configurazioni. Durante la crisi le imprese vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e cadere il valore di mercato del proprio patrimonio».

A raccogliere nell’immediato l’allarme del governatore è Giuseppe Lumia, parlamentare del Pd e membro della Commissione parlamentare antimafia, che spiega: «Mentre il governatore segnala una situazione più che allarmante, il governo di contro sottovaluta sia la crisi che le sue conseguenze, nonostante le evidenti minacce che da queste difficoltà arrivano alle imprese sia sul versante della legalità sia su quello dello sviluppo».

Secondo Lumia manca quindi un intervento serio e funzionale dell’esecutivo nei confronti del mondo della produzione sia sul piano del sostegno diretto che degli incentivi, creando quindi i presupposti di diversi livelli di penetrazione della criminalità organizzata (sia attraverso il racket o l’usura sia con la scalata diretta ai patrimoni societari). «C’è un fattore emerso dalla relazione di Draghi che interessa direttamente il nostro specifico lavoro in Commissione, ed è quello del rapporto esistente fra crisi, credito, imprese e possibile intermediazione mafiosa grazie a usura e penetrazione attraverso i capitali da riciclare nelle imprese».

Uno degli interventi fondamentali da mettere in campo secondo l’ex presidente dell’Antimafia è quello di avviare un vero processo di sostegno alle piccole e medie imprese, quelle in maggiore difficoltà con l’incrudelirsi della stretta della crisi economica e finanziaria, attraverso l’accesso al credito. «Anche perché abbiamo segnalazioni sempre più insistenti che le banche su questo settore siano ancora nella fase della stretta e non del sostegno, con il recupero forzato del credito o con la negazione dello stesso».

Questo, secondo Lumia, sta avvenendo in particolare in questi ultimi mesi in Abruzzo ma anche in tutta Italia, e la percezione di questo allarme sembra essere stata pienamente sentita anche dal governatore. «Ci sono banche che dicono a Tremonti di essere impegnate al pieno sostegno delle imprese ma nella realtà stanno facendo tutt’altro». «Poi c’è un dato scandaloso sul piano del riciclaggio – spiega Lumia -. Le procure distrettuali antimafia non possono accedere all’anagrafe del conto e dei depositi attraverso l’anagrafe tributaria.

Nel ’91 venne deciso che per fare reali misure anti riciclaggio bisognava costituire entro sei mesi l’anagrafe del conto e dei depositi. Questo provvedimento è arrivato in porto, con la costituzione della banca dati, solo nel 2000. Ma si è dovuto aspettare il 2007 per riuscire ad avere la possibilità di intervenire direttamente su di essa per le indagini. Ma da marzo del 2009 il governo ha tagliato questa possibilità.

Anche il governatore ha confermato in Commissione che le Dda non possono accedere più all’anagrafe. Già eravamo intervenuti e avevamo deciso di scrivere al ministro competente, Alfano. A oggi, però, nessuna risposta ci è pervenuta». Come dire: via libera a movimenti di ogni genere senza controlli, possibili solo grazie a un lunghissimo iter burocratico pubblico che impedirebbe l’efficacia di ogni indagine. L’antimafia del centrodestra è sempre più una spada di latta.

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