settembre 11, 2009 | In: Approfondimenti, Articoli, Dal mondo

L’Europa travolta dal clima. In Turchia scoppia la polemica

Pietro Orsatti

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RISCALDAMENTO GLOBALE Mentre l’Ue propone una via di uscita al ribasso per la trattativa verso Copenaghen, sale a 32 morti e 8 dispersi il bilancio provvisorio dell’alluvione che ha colpito il nordovest del Paese e soprattutto la città di Istanbul.

Mentre in Turchia si fanno i conti con la peggiore alluvione degli ultimi 80 anni, la Commissione europea ha dichiarato ieri l’intenzione di fornire ai Paesi poveri da 2 a 15 miliardi di euro all’anno entro il 2020 per persuaderli a contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Una proposta che cerca di porsi come possibile mediazione del veto posto, ad esempio, dall’Africa in vista del vertice globale sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen.

«Adesso dobbiamo superare l’impasse nelle trattative di Copenaghen – ha dichiarato in una nota il commissario Ue per l’Ambiente Stavros Dimas -. Ecco perchĂ© la Commissione sta portando avanti un progetto bilanciato per finanziare le azioni necessarie». Di tutt’altro tono gli ambientalisti. «I politici europei stanno giocando con i numeri, senza capire che possono cancellare interi ecosistemi col tratto di una penna. La sopravvivenza di intere comunitĂ  è a rischio», mette in guardia Sebastien Risso, direttore di Greenpeace Europa.
 
Un primo testo della Commissione indicava che l’impegno finanziario sarebbe stato compreso tra 13 e 24 miliardi di euro all’anno. Ora, dopo pressioni degli Stati membri, questa cifra è stata ridimensionata ad una da definire tra i 2 e i 15 miliardi. E per l’Italia il contributo potrebbe variare tra i 120 e i 400 milioni di euro. Appena un anno fa, la stessa Commissione stimava che per fermare la deforestazione al 2020 erano necessari globalmente 3075 miliardi di euro. Intanto in Turchia, il bilancio è sempre più pesante.
 
L’alluvione che ha colpito il nordovest del Paese e Istanbul ha già provocato 32 morti, 8 dispersi e centinaia di feriti. Sono già iniziate le operazioni di pulizia nell’antica capitale, dove i morti sarebbero almeno 26, e nella provincia di Tekirdag, affacciata sul mar di Marmara, le zone più colpite dal maltempo che ha devastato la regione. La metropoli sul Bosforo sta lentamente tornando alla normalità, con l’acqua che defluisce verso il mare. Intanto continuano le piogge su tutta l’area facendo temere altri esondamenti e frane.
 
Secondo il meteo le piogge torrenziali dovrebbero spostarsi verso est e perdere intensità, ma nuove forti perturbazioni sono attese a Istanbul tra domani e sabato contribuendo a peggiorare la situazione già abbastanza drammatica. Tra martedì e ieri, infatti, è caduto un terzo delle precipitazioni che di solito si registrano in un anno nella città sul Bosforo e nelle regioni circostanti. Sulle cause che hanno concorso al disastro la stampa turca punta il dito anche contro le autorità di Istanbul responsabili di aver rilasciato con troppa facilità licenze edilizie per edifici sorti sugli argini dei fiumi e, al tempo stesso, di non aver creato adeguate infrastrutture in una metropoli di 15 milioni di abitanti nominata Capitale della cultura per il 2010.
 
Secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu, il governo ha ammesso, nelle ultime ore, che la costruzione abusiva di numerose abitazioni avrebbe contribuito in maniera decisiva ad aggravare il bilancio. Come avrebbe contribuito anche lo stato di manutenzione e il tracciato della rete locale di autostrade che collegano la Turchia alla Grecia e alla Bulgaria, attualmente interrotte a causa di automobili e camion che sono stati trascinati via dall’acqua. Sempre secondo l’agenzia Anadolu, sarebbero centinaia le persone rimaste bloccate per ore nelle loro autovetture e due ponti sull’autostrada Bahcekoy-Saray sono stati letteralmente demoliti isolando di fatto l’aeroporto dalla città.
 
Il ministro dell’Interno turco Besir Atalay ha spiegato che l’area più l’area più colpita è la parte europea di Istanbul, dove si è registrato anche il maggior numero di vittime. Particolarmente danneggiate le fabbriche che sorgono nel quartiere di Ikitelli. Le forti piogge hanno interessato anche località limitrofe, dove ancora in parte non sono giunti i soccorsi vista la gravissima situazione di disagio sulle vie di comunicazione.

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