La faida interna dell’Idv
di Pietro Orsatti su Terra
Milleduecento persone, militanti dell’Idv di Di Pietro, si sono incontrate a Bologna domenica scorsa per contestare la gestione “familiare” e “antidemocratica” del partito. Un colpo ben più devastante per l’Antonio nazionale delle voci su presunti affari immobiliari che avrebbero coinvolto alcuni suoi parenti. Milleduecento in assemblea, decisi a portare alla luce quella che definiscono un’anomalia: un forte partito di opinione a cui, però, non corrisponde un gruppo dirigente omogeneo con le istanze e i valori di gran parte del nuovo corpo elettorale. «Rendiamoci conto che con le europee si è andati a un raddoppio secco dei consensi – spiega Luigi De Magistris, eurodeputato e primo degli eletti -. Questo significa che, inevitabilmente, con un ingresso così consistente che si è coagulato attorno a determinate candidature, questo voto deve e vuole “contare”. E non sempre corrisponde, soprattutto in alcuni territori, invece, una capacità di rinnovamento che invece è sempre più indispensabile».
Quella di domenica è stata la punta dell’iceberg di una protesta sempre più estesa nei confronti della gestione del partito. Nei mesi scorsi si sono succedute assemblee spontanee, forum su internet, centinaia di post sui vari blog, segnalando un disagio crescente, la richiesta di rinnovamento della selezione della classe dirigente. A Di Pietro, in particolare, viene contestata l’assenza di meritocrazia e trasparenza e la presenza di troppi “riciclati” di provenienza Pdl e Udc imposti negli scorsi anni e oggi praticamente inamovibili. Ma non è solo la “Rete” informale del web a farsi voce del dissenso. Anche nel sito Micromega di Paolo Flores D’Arcais sono tantissimi gli interventi dei delusi. E non è un caso che proprio Micromega sia al centro del piccolo terremoto che sta attraversando il partito. Proprio dalle sue pagine è partito un attacco a certi “ceti” radicati in molte regioni italiane. «Molto del dissenso è comprensibile, c’è una discreta tentazione a sottovalutare i cambiamenti richiesti dalla crescita del consenso – prosegue De Magistris – ma credo che in parte si tratti di questioni locali, da un lato, e anche in qualche caso di qualcuno che sta manovrando». Ma che ci siano migliaia di persone che proprio a De Magistris si rivolgono per «avviare il rinnovamento», in qualche modo può destabilizzare l’Idv. «Capisco che ci siano molti che guardano a me per cambiare le cose – prosegue – ma non ho intenzione di farmi tirare per la giacca da questo o da quello. Non c’è una divisione, non c’è uno scontro fra un’idea di partito o l’altra. Si pensa davvero che Di Pietro, candidando me o altri, puntasse solo a raccogliere voti? Fin dall’inizio il mio impegno è stato quello di puntare a un rinnovamento anche della classe dirigente, e questo obiettivo è totalmente condiviso». Il segnale dell’assemblea di Bologna è, e rimane, però, molto preoccupante per un partito e per il suo leader che da mesi sono sotto i riflettori non certo benevoli della stampa del centrodestra che regala inchieste e retroscena con scadenza periodica. E non solo: ci sono tanti “amici” che da tempo contestano la gestione verticistica dell’Idv e certe ricadute locali dove pezzi di vecchia nomenklatura ex democristiana si sono posizionati ai vertici dell’organizzazione, del tutto impermeabile ai cambiamenti in atto. La base che si è convocata a Bologna ha comunque le idee ben chiare, e punta «all’immediata convocazione e celebrazione dei congressi territoriali (regionali, provinciali e cittadini) prima della celebrazione del congresso nazionale in ottemperanza allo statuto del partito». Vista la crescita esponenziale degli iscritti dopo il grande successo elettorale delle europee, andare a congresso soprattutto sul piano locale potrebbe davvero essere un momento esplosivo di cambiamento. «Non demonizzare o sanzionare il dissenso, ma ascoltare», si auspica De Magistris. Ma intanto, localmente, sarebbero già partite le prime sanzioni disciplinari.
























Vi segnalo un altro articolo che parla della crisi interna all’IDV. Io lo trovo eccessivamente di parte. Voi che ne pensate?
Direi che L’Occidentale non è il massimo di “neutralità”
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Ciao!volevo aggiungermi ai tanti delusi dell’IDV.Faccio parte del direttivo di un circolo in Provincia di Roma e ne sono entrata con tanta voglia di fare e di migliorare la politica locale e di conseguenza la mia vita e che quella degli altri.Poi a lungo andare mi sono accorta che gli altri militanti non erano come me.Un consigliere faceva il doppio gioco con gli altri partiti,due sono ferocemente razzisti che allontanano qualsiasi persona che voglia partecipare e uno ha girato penso tutti i partiti che esistano ed è entrato per farsi i suoi interessi.Ho fatto notare questo ai piani alti del partito e mi è stato risposto di fare la brava.Tanti se ne sono andati, io ho provato a continuare ma non ce la faccio più perchè continuano ad attacarmi in ogni proposta che faccio e che mina i loro interessi.Ho deciso di andarmene e ho scritto a Di Pietro e attendo risposta.Ma cambieranno mai le cose?Distinti saluti