«è l’ora di una offerta politica innovativa» Bersani cerca l’alternativa

08/11/2009
By Pietro Orsatti

– Il neosegretario bolla come «inutile» il e cerca una via laica sulle questioni etiche

di Pietro Orstti su Terra

è ufficialmente il nuovo segretario del e Rosy Bindi il presidente. Ieri è il giorno dell’Assemblea nazionale del partito, ultimo passaggio formale per il cambio di guardia. E l’intervento di cerca subito di richiamare all’unità del partito, evitando però di affrontare l’uscita di Francesco e dei suoi. «Ho detto più volte che non credo al partito di un uomo solo, ma a un collettivo di protagonisti. So bene che questo collettivo deve avere forme contemporanee, e rinunciarvi sarebbe regredire», che suona come un tentativo di appianare eventuali dissapori con e Marino. E poi affronta il tema delle alleanze possibili per aprire una fase di ricostruzione di una coalizione a partire dalle prossime regionali. «Non c’è contraddizione alcuna fra il nostro rifiuto a ritagliarci un angolo del campo e il riconoscimento che non siamo soli nel campo – spiega , ribadendo la scelta fatta negli ultimi anni dopo la caduta di Prodi -. Noi portiamo a tutta l’area del centrosinistra una nostra offerta ed un nostro profilo, che ho definito sociale, civico e liberale». Per il è e rimane centrale per un’alternativa al berlusconismo e al centrodestra, spiegando che «nella capacità attrattiva di un progetto ci sono tante cose che prese ad una ad una definiremmo di centro o di ma che nell’insieme dicono invece i valori fondamentali che hai, il Paese che vuoi e come intendi comporre gli interessi. Al di fuori di questa ambizione non sei né più di centro, né più di : sei semplicemente un partito più piccolo che si condanna ai suoi confini».
Per il neosegretario il confronto con la è possibile, ma «solo nelle sedi preposte, in Parlamento», rifiutando quindi un possibile accordo con chi (la Consulta presieduta da Ghedini nel ) sta cercando di stendere una sorta di della , e sulle cose concrete, le istituzioni e la , non sulle vicende private del presidente del Consiglio. «Si alza un muro pericoloso tra realtà sociale e realtà istituzionale, senza dialettica e parlamentare non c’è dialettica sociale». Da qui affrontare il tema centrale della crisi è per un impegno che deve essere assoluto da parte del , che non può passare dalle proposte di riorganizzazione avanzate da Bossi e dai suoi, e propone «un’assemblea di mille amministratori del , aperta ad amministratori di ogni orientamento, per denunciare il federalismo delle chiacchiere e si parli di federalismo dei fatti. Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare delle favole mentre noi stiamo zitti». E allo stesso tempo lancia la “green strategy” dei democratici italiani, partendo dalle scelte energetiche e sul , liquidando le fascinazioni di molti per il come «un tentativo illusorio». E dopo i tanti malumori sulla questione della bioetica e della laicità più in generale, ha affrontato il tema del comportamento del partito in questi casi. Sui «temi etici di frontiera», il deve avere ampia
dialettica, libertà di espressione. Mentre servono linearità e affidabilità nei comportamenti dei rappresentanti del partito per quanto riguarda scelte più concrete come «le questioni relative al tracciato di una strada o a un termovalorizzatore».

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