Come è nata Crisi Tv, spazio di realtà sul Web

09/11/2009
By Pietro Orsatti

http://crisitv.wordpress.com

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crisitv.wordpress.com su Terra

Da anni la ha contato più del politico. Le dispute sulle alleanze possibili o inaccettabili hanno preso il posto della sana abitudine di frequentare i lavoratori. L’elaborazione di programmi ha soppiantato la definizione degli obiettivi praticabili da chi è messo sotto in questo sistema.
Quasi a discolpa di questo andazzo ogni tanto qualcuno ha ritirato fuori dal cilindro il metodo dell’, e giù citazioni dell’esperienza dei Quaderni Rossi, di , e via di questo passo. Ciclicamente, come le crisi, un convegno da una parte, un richiamo al “partito dell’” dall’altra, hanno segnato questi anni del nuovo millennio. Come i cavalieri della Tavola Rotonda partivano alla ricerca del Santo Graal, alcuni militanti, qualche ricercatore, pochi lavoratori. Proprio come il Santo Graal nessuno dei nostri eroi sapeva bene cosa cercare, che cosa potrebbe sostituire l’operaio della grande fabbrica, l’operaio massa.
Qualcuno ha pensato che Lancilotto dovesse trovare le “reti”, che la risposta fosse proprio nel modello organizzativo reticolare. Ma è difficile costruire reti orizzontali, partecipate e democratiche, se si vogliono tenere assieme alle esigenze di una organizzazione centralizzata. Ecco che allora il ceto politico tira a bordo le reti e non se ne occupa più, troppo complicate da gestire. Eppure questo metodo dell’ continua a riemergere ogni tanto, e si continua a chiamarla in causa, anche quando si cerca di fare le conclusioni prima di iniziarla. Poco più di un anno fa è stata richiamata in causa con grandi nomi (Mario Tronti, Elio Montanari, Aldo Carra, Dino Greco, Paolo Ciofi, Aldo Tortorella, Gianni Rinaldini, Vittorio Rieser, Francesco Garibaldo, Luciano Gallino, Valentino Parlato e altri) in quel di Brescia con un convegno sul Nord operaio. Una giornata di interessante ma ancora una volta il motore stentava a girare.
Motore al minimo dei giri, poche inchieste che procedono e di nuovo la ricerca viene affidata a pochi cavalieri solitari. Ma certo, non poteva andare diversamente. L’ non ti permette di fare grandi progetti, di immaginare spiegazioni univoche. Prendi ad esempio le delocalizzazioni, devi verificare ogni passaggio, ogni più piccolo segnale: in che direzione vanno, quali sentimenti producono. Cosa fare quando i lavoratori ti propongono le stesse soluzioni di Tremonti sull’innalzamento dei tassi doganali? È sicuramente più comodo parlare dei lavoratori che con i lavoratori, ma resta il fatto che se non ci parli assieme, loro non ti filano per niente. Loro in azienda non ci vanno a fare l’.
A questo punto succede qualcosa: la crisi. Le parole non bastano più. A ogni angolo del Paese, in ogni settore cercano di farcela pagare sta benedetta crisi. Quelli che ci avevano creduto a un sistema capace di assicurare prosperità e garanzie, magari a spese di altre zone del mondo, di altri donne e uomini, non ci crede più. Qualcuno inizia a pensare che forse i no-global non avevano del tutto torto, qualcun altro più serioso comincia a dire che in fondo Marx aveva anche ragione. La e la crisi sono una cosa sola, o meglio la crisi si globalizza. Ed è a questo punto che ritroviamo i lavoratori sulle reti del Web a costruire comunicazione tra stabilimenti del stesso gruppo, nascono i blog e gli scambi di esperienze, sui metodi di lotta e sugli obiettivi. Sta montando una richiesta di unità tra lavoratori dei vari siti, tra precari e fissi, tra categorie e coordinamenti territoriali.
Questa richiesta è dettata dal fatto che il padrone sta costruendo un sistema in cui vuole trovare sempre qualcuno disposto a lavorare per lui a meno soldi e meno diritti. Per tutelare noi stessi dobbiamo aumentare i diritti di tutti. La moderna nasce da qui, da crisitv.wordpress.com un luogo molto concreto sul Web (altro che second life, dove uno immagina di essere il vicino di casa di ) dove i lavoratori prendono la parola, dove si possono confrontare esperti, lavoratori, giornalisti, completamente alla pari (dove le stupidaggini dette o scritte sono e rimangono stupidaggini senza gerarchia) dove i materiali d’ non rimangono come mute denunce ma sono i mattoni con cui costruire una nuova piattaforma di diritti e rivendicazioni. Astenersi perditempo.

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