novembre 13, 2009 | In: Approfondimenti, Articoli, Dall'Italia, Inchieste

Caso Dell’Utri, la verità di Spatuzza «Mangano, un capo mandamento»

Scenari Nell’interrogatorio con i pm Ingroia, Di Matteo e Sava, il collaboratore di giustizia svela nuovi retroscena sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. La situazione si aggiustò «grazie a Berlusconi». Il ruolo dell’ex stalliere di Arcore

di Pietro Orsatti su Terra

Le ragioni dei ripetuti attacchi da parte di autorevoli esponenti della maggioranza, primo fra tutti Silvio Berlusconi, alla Procura della Repubblica di Palermo e in particolare all’aggiunto Antonio Ingroia, stanno probabilmente in un verbale di interrogatorio al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza che si è tenuto a ottobre. Si tratta di un interrogatorio di “verifica” di altre testimonianze rese dal pentito a Caltanissetta, a Firenze e a Palermo. Non è un interrogatorio tranquillo quello che si intuisce dalla trascrizione. I pm (Ingroia è insieme ad Antonino Di Matteo e Lia Sava) martellano di domande Spatuzza, cercando discrepanze, ma Spatuzza conferma tutto, anche i punti più spinosi. In relazione alla presunta trattativa (quella fra pezzi dello Stato e della politica con Cosa nostra) e al ruolo che ebbe la fase stragista nella contrattazione di un accordo conferma che il suo capo, il boss Giuseppe Graviano, gli disse in un appuntamento in un bar di via Veneto a Roma – incontro che serviva a dare il via alla strage dello stadio Olimpico poi fallita – che la situazione si stava aggiustando, «questo grazie a Berlusconi». E Spatuzza prosegue spiegando che «la persona di fiducia che aveva portato avanti questa cosa (Graviano, ndr) mi fa il nome di Berlusconi. Io all’epoca non conoscevo a Berlusconi, quindi gli dissi se era quello di Canale 5 e mi è stato detto che era quello di Canale 5; mi dice anche che c’è di mezzo un nostro compaesano, Dell’Utri». Spatuzza a questo punto si convinse che l’attentato si doveva sospendere e che si poteva tornare all’obiettivo di uccidere il pentito Totuccio Contorno che con le sue dichiarazioni dell’epoca stava colpendo i vertici di Cosa nostra. «Ci dissi – prosegue Spatuzza – colpiamo Contorno e chiudiamo anche questa partita. Mi dice lui che Contorno può aspettare, l’attentato ai carabinieri si fa (questo era l’obiettivo della tentata strage all’Olimpico, ndr) perché con questo gli dobbiamo dare il colpo di grazia». Spatuzza all’epoca è un soldato, un killer che si fa poche domande. Se n’è fatte poche, ad esempio, sulla strage di via D’Amelio (di cui si autoaccusa), ma delle stragi fuori dalla Sicilia, nonostante vi partecipi per obbedienza, non ne vorrebbe sentire parlare. «Ci sono morti – spiega Spatuzza ai pm – che a noi non ci appartengono, perché noi abbiamo commesso delitti atroci, però terrorismo, ’sti cose di terrorismo non ne abbiamo mai fatte per quello che mi riguarda». A questo disagio, Graviano risponde che «è bene che ci portiamo dietro un po’ di morti così chi si deve muovere si dà una smossa». Giuseppe Graviano e suo fratello Filippo erano all’epoca latitanti a Milano, e in rapporti con un altro boss trapiantato (quello di Porta Nuova), Vittorio Mangano. Questi è lo stesso di cui parla nella sua ultima intervista prima di essere ucciso Paolo Borsellino, ovvero lo stalliere e fattore di casa Berlusconi ad Arcore. Anche di questo parla Spatuzza: «Dopo la strage di Firenze venni incaricato da Giuseppe Graviano di mettere ordine a Porta Nuova, cosa molto strana perché non avevamo direttamente rapporti con tale famiglia; a Porta Nuova il capo mandamento era Vittorio Mangano». E c’è quindi la latitanza milanese dei Graviano, il loro intervento per far giocare il calciatore D’Agostino (il padre aveva “curato” la latitanza ai boss) al Milan, i nomi di Berlusconi e Dell’Utri fatti come se si trattasse di interlocutori. «Tutte queste circostanze mi hanno sempre fatto ritenere che i contatti politici dei Graviano fossero ubicati a Milano», conclude il pentito. E si apre probabilmente un nuovo capitolo nel processo a Dell’Utri.

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2 Responses to Caso Dell’Utri, la verità di Spatuzza «Mangano, un capo mandamento»

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novembre 13th, 2009 at 01:30

[...] Novembre 13, 2009 · Lascia un Commento Caso Dell’Utri, la verità di Spatuzza «Mangano, un capo mandamento» Di Pietro Orsatti [...]

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Caso Dell’Utri: la verità di Spatuzza «Mangano capo mandamento» | Trovare.Info

novembre 14th, 2009 at 18:48

[...] Trova info sul blog di Pietro Orsatti Condividi/Salva Post Published: 14 novembre 2009 Author: admin Found in section: In Primo Piano, Politica, Affari & Criminalità [...]

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