novembre 22, 2009 | In: Articoli, Commenti, Cronache dal fronte, Dall'Italia

Un insulto non di troppo

di Pietro Orsatti su Terra

Era ora. Dopo che il premier aveva sdoganato qualche mese fa il colorito termine “coglione”, ieri è stato inserito a pieno titolo nel dibattito l’aggettivo “stronzo” e tutti i suoi derivati. Ma stavolta la questione che ha visto precipitare l’inusuale parola, almeno per il mondo ovattato della politica, riguarda un argomento estremamente serio. Tutto è avvenuto quando il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, in visita in una scuola media della Capitale, parlando ai ragazzi di un’associazione per l’accoglienza e integrazione dei giovani stranieri, si è lasciato sfuggire : «Qualche volta vi pesa essere qui? C’è qualcuno che ve lo fa pesare? O qualche volta c’è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo?». Interrotto dalle risate, anche un po’ imbarazzate dei giovani che lo stavano ascoltando, Fini ha poi proseguito spiegando: «Uso questa parola perché se qualcuno dice che siete “diversi” la parolaccia se la merita: voi la pensate, io la dico». Tutto qui? Affatto. Perché l’irascibile Roberto Calderoli, che a quanto sembra si era sentito chiamato in causa dalla irrituale dichiarazione di Fini, ha immediatamente risposto a Fini: «Altrettanto stronzo chi illude gli immigrati». Ecco la polemica che ha nascosto, invece, un dibattito vero, di confronto diretto, che Fini ha intavolato con i giovani immigrati. Rispondendo anche alle loro provocazioni e preoccupazioni, unico esponente del centrodestra, a questo punto, a porsi il problema della situazione della popolazione straniera nel nostro Paese. «Basta con l’equazione straniero uguale criminale», e sbattere nel titolo d’un giornale «il riferimento etnico accanto al brutto fatto di cronaca». La realtà è questa, dice Fini. E bisogna farci i conti.

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