Draghi e l’acqua calda
Bankitalia lancia l’allarme: amministrazioni locali, economia, imprese condizionate dalle infiltrazioni mafiose a tutti i livelli. A confermare la denuncia, 19 arresti a Napoli, fra cui un consigliere comunale eletto nel Pdci. Il governatore individua come causa della mancata crescita del Sud del Paese lo strapotere della borghesia mafiosa, dei colletti bianchi
di Pietro Orsatti su Terra
Alla fine anche Bankitalia si è accorta che la borghesia mafiosa, i cosiddetti “colletti bianchi”, condiziona la politica, la pubblica amministrazione e l’economia di una grande fetta del Paese. «Grava su ampie parti del nostro Sud il peso della criminalità organizzata. Essa infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia fra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale,nomica e civile – ha infatti dichiarato ieri il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in occasione del convegno sulla politica economica per il Mezzogiorno -. Alla radice dei problemi del Sud stanno la carenza di fiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione prestata al rispetto delle norme – continua Draghi – l’insufficiente controllo esercitato dagli elettori nei confronti degli amministratori eletti, il debole spirito di cooperazione: è carente quello che viene definito “capitale sociale”». E non nasconde, Draghi, che ci siano delle possibili responsabilità da parte del sistema bancario, responsabilità che comunque continua a imputare alla pubblica amministrazione, spiegando che «i divari tra Centro, Nord e Mezzogiorno, che permangono nelle condizioni di accesso al credito e nel costo dei finanziamenti, sono dovuti alla maggiore debolezza nel Mezzogiorno delle istituzioni che tutelano il rispetto dei contratti». La dichiarazione di Draghi sulle infiltrazioni nelle amministrazioni locali nel Sud italiano e sulle difficoltà a fare impresa senza condizionamenti da parte del sistema criminale politico mafioso, sono giunte con puntualità inquietante. A Napoli, infatti, ieri mattina sono stati eseguiti diciannove arresti. Le indagini, condotte dal pm Vincenzo D’Onofrio della Direzione distrettuale antimafia, hanno accertato estorsioni ai danni di imprenditori, commercianti e ambulanti dell’hinterland est di Napoli. Patrizia Ippolito, moglie del Vincenzo Sarno, ora collaboratore di giustizia, con la complicità di un politico locale, Achille De Simone, consigliere comunale a Napoli, iscritto al gruppo misto ma eletto nelle liste dei Comunisti italiani, avrebbe fatto desistere i promotori di una nascente associazione antiracket dall’aprire uno sportello nel Comune di Cercola. «Condivido la sostanza di questa riflessione», ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, nel corso di un forum all’Ansa, commentando l’analisi del governatore di Bankitalia. Secondo Bassolino «bisogna aprire una nuova fase nelle scelte politiche per il Mezzogiorno, segnata da un forte intervento interregionale, ossia da più regioni meridionali assieme, più progetti per le infrastrutture, con un forte coordinamento. Un coordinamento alla pari tra le regioni meridionali e il governo». Secondo alcuni osservatori, sia le dichiarazioni sia le proposte fatte all’Ansa sembrano preannunciare un’ennesima ricandidatura di Bassolino alla Regione, nonostante le tante critiche a partire dalla gestione dell’emergenza rifiuti fino alla voragine della sanità. E la proposta di una sorta di Cassa del Mezzogiorno in modello social federalistico avanzata dal governatore campano, comunque, non ha grandi sostenitori anche nel suo stesso partito. «Ci sono due grandi sfide – ha infatti dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, membro della commissione parlamentare Antimafia – che la politica deve affrontare per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno: fare del Sud un’area produttiva, che si lasci definitivamente alle spalle il sistema assistenziale; liberare il territorio della presenza collusiva della mafia con settori della politica e dell’economia». Due sfide che oggi, davanti all’allarme lanciato dal governatore Draghi e all’incalzare della cronaca, sembrano un’utopia più che un programma.





















