L’intimidazione a Giulio Cavalli. Complici e “fiancheggiatori inconsapevoli”

07/02/2010
By Pietro Orsatti

Scrivo a freddo, dopo una notte passata a pensare a quello che è successo ieri. Alle parole, alla rabbia, alla consapevolezza che questo guado non sembra finire mai. Oggi uso il ragionamento e la penna che sono gli strumenti del mio , l’arrivo e la partenza del mio percorso professionale, civile, politico e umano. Perché l’emozione in questo momento non serve. Oggi bisogna spiegarci e bene.
L’ennesima intimidazione mafiosa che si è trovata materializzata in 23 proiettili lasciati all’ingresso del dove stava per portare in scena uno spettacolo scritto da Dario Fo ieri sera me la aspettavo. Perché Giulio da anni mette faccia e cuore e mestiere per denunciare la e il malaffare. Perché Giulio non si è mai fatto intimidire da lettere, scritte, calunnie e proiettili, ma anzi ha sempre rilanciato alzando la posta. Nei suoi spettacoli, nella sua attività civile, perfino nello scegliere di candidarsi in Regione. Anzi, proprio la sua candidatura mi ha fatto temere ancor prima che fosse annunciata pubblicamente che in questi mesi si sarebbe innalzato il livello di rischio attorno a lui.
Quei 23 proiettili ritrovati dalla Digos di milano ieri sono un segnale enorme, allarmante, ma paradossalmente non sono il pericolo più grande che Giulio si trova ad affrontare in questa fase della sua vita. I rischi maggiori vengono dalla solitudine. E’ il solito meccanismo mafioso, il solito schema. Intimidazione, pressioni politiche e calunnie. Il tentativo di isolamento (che a dire il vero va avanti da anni, da quando Giulio portò in scena lo spettacolo sulla strage di Linate) è talmente evidente da essere imbarazzante. Mi spiego. Mentre qualche mafioso in trasferta è convinto che basti usare lo standard intimidatorio da della Locride o da perifiria di per azzittire un uomo come Giulio, ben altri meccanismi si sono messi in moto. perché Giulio è uno che non vuole comodamente “savianizzarsi” trasformandosi in icona assolutoria per tutte le nostre distrazioni, ma che invece prosegue a lavorare, a costruire spettacoli, a raccontare questa di pochi assassini e milioni di complici per distrazione e anche per interesse. Rimettendosi in gioco e ridisegnandosi ogni giorno. Sono proprio questi complici, per i quali i soldi non puzzano mai soprattutto se finiscono sul proprio conto corrente, che sono i più pericolosi e feroci nemici di Giulio. Sono loro che muovono gli ingranaggi di cui quei 23 proiettili sono solo un frammento. E parlo di milioni di persone non per sparare un numero di effetto, ma perché tanti sono.
Poi ci sono i cosiddetti “fiancheggiatori inconsapevoli”, i troppi che cercano un simbolo da adorare acriticamente per auto-assolversi, qualcuno che si immoli al posto loro. Quelli che si riempono la bocca di termini roboanti e gratuiti. Quelli che definiscono Giulio un “eroe” per giustificare e occultare i decenni di proprio silenzio e in qualche caso di opportunismo. Per fortuna Giulio non è un eroe e non ha nessuna intenzione di diventarlo. Trasformarlo in icona, in eroe, è il peggiore errore che si possa commettere. Perché contribuirebbe a isolarlo definitivamente, e un uomo solo non serve a se stesso e non serve agli altri.
Proprio questo non eroismo di Giulio è l’aspetto che spaventa di più il piccolo e grande potere politico-mafioso. Spaventa la sua sfacciataggine, il suo narcisismo professionale (componente essenziale a chi si mette in gioco su un palco), il suo anti-perbenismo, il suo rigore nello studio preparatorio dei suoi spettacoli (il suo archivio può far impallidire quelli di decine di riconosciuti cronisti giudiziaria). Spaventa la sua umanità e la sua testardaggine. E spaventa che le cose lui le voglia fare con gli altri, senza mettersi sul podio a pontificare. Spaventa che sia capace di sporcarsi le mani. E che nom abbia paura di farlo.
Quei 23 proiettili sono stati mandati a ciascuno di noi. Minacciando Giulio minacciano tutti quegli italiani che non credono negli eroi ma nel diritto di cittadinanza.

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One Response to “ L’intimidazione a Giulio Cavalli. Complici e “fiancheggiatori inconsapevoli” ”

  1. [...] orsatti.info: [...]Per fortuna Giulio non è un eroe e non ha nessuna intenzione di diventarlo. Trasformarlo in [...]

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