Brasile: nasce il Fondo Mondiale per l’Amazzonia
Ci sono voluti anni, ma alla fine anche il governo brasiliano ha accettato di non agire solo a parole in difesa della foresta amazzonica. E’ notizia di ieri, infatti, che il Brasile ha creato un Fondo Mondiale per l’Amazzonia per raccogliere donazioni a favore della difesa della più grande foresta della Terra. Il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, nel lanciare il Fondo, a Brasilia, ieri sera, ha detto che la previsione è di raccogliere più di 21 miliardi di dollari entro il 2021. L’Amazzonia diventa quindi un problema di tutti, ed ogni paese può contribuire alla sua salvezza, ma salvaguardando la sovranità del Brasile sulla regione. «Il Brasile assumerà tutta la responsabilità nella preservazione dell’Amazzonia – ha affermato Lula – C’è molta gente all’estero che parla dell’ Amazzonia come se fosse padrona della foresta. Sappiamo quello che la selva pluviale rappresenta per l’umanità. Ma conosciamo ancora meglio quello che rappresenta per il Brasile: distruggere l’Amazzonia sarebbe uno strumento contro il nostro paese e contro i nostri prodotti». Lula è stato definito «eco-presidente» dal ministro dell’ ambiente, Carlos Minc, succeduto negli scorsi mesi all’ «amazzone» del «presidente operaio», Marina Silva. La Norvegia dovrà essere la prima ad alimentare il fondo con una donazione di 100 milioni di dollari. E la Germania e la Svizzera prevedono già di proseguire gli investimenti nel Fondo Amazzonia. «Questo fondo dimostra che l’area ambientale è molto forte nel governo Lula – ha commentato Minc – forse il sacrificio della ministro Marina Silva è servito affinchè l’ambiente tornasse ad avere un ruolo centrale nella politica brasiliana». Il Fondo Amazzonia sarà gestito dal banco pubblico di investimenti per lo sviluppo del Brasile, «Bndes». Capterà finanziamenti nazionali, ma soprattutto internazionali, per la lotta al disboschimento e per la preservazione dell’immenso oceano verde. Per una questione di «sovranita brasiliana», i donatori del fondo non potranno partecipare alla scelta dei progetti che verranno finanziariamente appoggiati. Lula ha ricordato che molti paesi che vogliono dare lezioni al Brasile sull’Amazzonia non hanno ancora neppure firmato il protocollo di Kyoto: «L’Olanda inquina dieci volte di più del Brasile proporzionalmente al suo territorio: la responsabilità storica è maggiore per alcuni paesi del G8 in relazione al processo di riparazione dei danni commessi contro il pianeta». Infine Lula ha elogiato Minc per l’iniziativa, la prima varata dal neo-ministro, e per tentare di concludere accordi con settori economici legati ai prodotti dell’Amazzonia, come il legname, i frutti esotici, la pesca, che stimolino la produzione in forma del tutto sostenibile.






















