agosto 3, 2008 | In: Articoli, Dall'Italia

Giulio Cavalli: in risposta alle intimidazioni subite

La locandina dello spettacolo Do Ut DesRicevo questo comunicato da Giulio Cavalli, amico con il quale ho collaborato e con il quale condivido una visione ibrida e meticcia di fare arte e informazione. Da mesi sapevo che era sotto minaccia di mafia. Poi qualcuno ieri ha fatto comparire la notizia su un giornale locale della città in cui vive e lavora. Lui aveva scelto il silenzio e di continuare a lavorare. Qualcuno ha scelto per lui di diffondere una notizia senza dargli neanche la possibilità di raccontare e spiegare. A quanto pare le cattive abitudini del giornalismo “ottuso”, di “sparare notizie” e non “darle” hanno fatto danni un’altra volta. Riporto qui le dichiarazioni di Giulio.

 

“In seguito alla prima del mio spettacolo teatrale “Do ut des, riti e conviti mafiosi” (Teatro alle Vigne, Lodi, 27 marzo, e Teatro Franco Parenti, Milano, 12 maggio), spettacolo che ha ospitato anche un intervento del giornalista di Telejato, Pino Maniaci, sono stato oggetto di minacce e intimidazioni anonime. Nella specie, una e-mail e il disegno di una bara sulla porta del mio teatro. Intimidazioni comparse in coincidenza con la prima dello spettacolo e con l’organizzazione di alcune repliche in Sicilia a partire da Alcamo, prossimo 29 agosto, e a seguire Corleone, Cinisi, Palermo e Gela, quest’ultimo comune anche produttore dello spettacolo nella persona del sindaco anti-mafia Rosario Crocetta.
Al momento attuale né noi né le forze dell’ordine, che hanno reso operativo per me un programma di protezione, siamo in grado di stabilire chi siano i responsabili di questi gesti. Ritengo di non dare importanza immeritata all’atteggiamento così codardo e nello stesso tempo violento di persone anonimamente banali. Questo anche per il rispetto che porto nei confronti del pericolo reale che corrono quotidianamente i miei compagni di viaggio in questo spettacolo: Pino Maniaci con la sua Telejato, Rosario Crocetta con il suo impegno per la legalità, Giovanni Impastato e tutti gli altri.
Con il dubbio che comunque non sia una priorità delle organizzazioni mafiose bloccare il nostro spettacolo, continuiamo con il nostro lavoro, con i migliori auguri e malauguri che ci possano capitare”
Giulio Cavalli

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