Lotta al racket: Confindustria Sicilia ha espulso 10 associati

02/09/2008
By Pietro Orsatti
Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo BelloCi sono voluti molti mesi, quasi un anno, e tante sollecitazioni da parte dei giornalisti e della società civile, ma alla fine siciliana ha fatto quello che aveva promesso: 10 imprenditori espulsi da in da quando l’associazione, il 1 settembre di un anno fa, ha dichiarato guerra al delle estorsioni. Altri 30 associati sono stati sospesi e potrebbero essere espulsi prossimamente, mentre sono in totale 51 i provvedimenti al vaglio dei probiviri di nell’Isola. Il bilancio è stato fatto in conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palermo dal presidente di , Ivan Lo Bello.


“Denunciare significa sottrarsi dall’isolamento e dalla gogna che può rappresentare un procedimento di espulsione dall’associazione”, ha commentato il presidente di , Ivan Lo Bello, che ha sottolineato come stia mutando in la percezione del pizzo, un tempo sopportato con “stanchezza e tolleranza” e come muti anche la percezione della sui media nazionali e internazionali, che guardano all’Isola “come una realtà che rompe gli schemi consolidati”.
“Chiediamo un’azione più incisiva delle forze politiche e della pubblica amministrazione – ha proseguito Lo Bello -. Voglio sottolineare l’esempio virtuoso di Gela, una città dove, nonostante la presenza di due mafie, gli imprenditori che collaborano con magistratura e forze dell’ordine sono 90, dei quali una ventina nostri associati. Di questi, una quarantina hanno cominciato a collaborare dopo il primo settembre dell’anno scorso. E’ un dato formidabile, è come se a Palermo o Catania collaborassero in tremila. Tutto ciò si deve anche al fatto che a Gela, il sindaco Rosario Crocetta non fa antimafia di bandiera, ma attraverso provvedimenti amministrativi. Altrove, invece, esistono tante timidezze e silenzi”.
A fianco a Lo Bello nella conferenza stampa i presidenti di alcune delle nove associazioni territoriali, tra cui Antonello Montante (Caltanissetta), Giuseppe Catanzaro (Agrigento), Nino Salerno (Palermo), Davide Durante (Trapani) e Ivo Blandina (Messina). Sono soprattutto gli industriali di Caltanissetta e di Agrigento quelli che hanno intrapreso con fermezza la linea della denuncia. Ben 40 imprenditori, dei 64 che stanno collaborando, operano nelle due province.
Unico neo: se si parla tanto di trasparenza, perché non è stata distribuita la lista degli espulsi e dei sospesi e ci si è affidati a un’anonima statistica? Bisognerà attendere un altro anno?

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