Scalia: «Berlusconi regala denaro pubblico all’industria nucleare francese»

02/03/2009
By Pietro Orsatti

foto_16494Sembra di tornare indietro di 30 anni. Quando l’Enea si chiamava ancora Cnen e il rappresentava l’utopia della modernità. Poi vennero i grandi incidenti e la spinta di un formidabile movimenti antinucleare, ampio e trasversale, che vinse un refrendum cancellando l’atomo alla matriciana. Oggi rilancia, con l’aiuto di , il nuclearedi terza generazione. Ne parliamo con il fisico, e ex parlamentare, Massimo Scalia.
Bisogna prendere sul serio la rinascita del italiano annunciata da dopo l’incontro con il presidente francese?
Si tratta di una “sagace” operazione di un abile presidente francese, a difesa e a favore dell’industria francese, a spese del denaro pubblico italiano. In tutto il mondo, e in particolare nel mondo occidentale, il è possibile farlo solo con l’intervento pubblico. Perché nessun imprenditore, soprattutto dopo questa devastante crisi economica, anticiperà mai le enormi risorse necessarie rispetto a un possibile ritorno che sarà fra dodici e tredici anni. sta dando un grande aiuto all’industria francese che compete, proprio sul di terza generazione, con quella statunitense.
Una beffa per i milioni di italiani che nell’Ottantasette chiesero l’uscita dall’atomo.
Si dice che oggi gli italiani delle nuove generazioni siano a favore del . Ma nessuno li ha mai consultati. Si sta tornando alla retorica degli anni Sessanta e Settanta.
di terza generazione. È davvero più sicuro? Sono stati risolti i nodi delle scorie e delle emissioni?
I tre punti più controversi nella terza generazione sono rimasti inalterati. Prima di tutto è evidente che il legame fra civile e militare rimane inalterato. Il di terza generazione non sancisce la “separatezza” fra le due tecnologie. Secondo, rimangono le emissioni di esercizio della radioattività, sia per via aerea che attraverso i liquidi ovvero nel raffreddamento. Si calcolano dei limiti di “emissioni tollerabili”. Non si parla di “no emissioni”. E terzo rimane il problema delle scorie ad altissima intensità. I mega progetti di trattamento (la cosiddetta “spallatura del target”), con la riduzione della durata del tempo di decadimento degli isotopi radioattivi sono ancora al palo. Enormemente costosi. E le scorie, in un ciclo legato all’uranio come previsto anche nella terza generazione, si produrranno comunque.
In ci sono ancora “zone di rischio”?
Certo, le parti della centrale sperimentale a graffite di Latina non decommissionate di Latina e le oltre settanta barre di torio immagazzinate a Rotondella.

  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
  • Facebook
  • TwitThis
  • OKNotizie
  • Digg
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Reddit
  • Fai.Info

Iscriviti a me su FriendFeed

Tags: , , , ,

Leave a Reply

Uses wordpress plugins developed by www.wpdevelop.com