E alla fine il Nano arrivò al papello

26/03/2009
By Pietro Orsatti

Ciancimino jr ricostruisce la trattativa fra e . E diventa un teste nel processo Mori

questionmarks-thumbdi Pietro Orsatti su Terra

Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di condannato per concorso esterno alla , parla. Racconta di appalti, di riciclaggio di denaro sporco, di storie di tangenti. Trema mezza , ma non è questo, anzi, non è solo questo che preoccupa chi gestisce gli equilibri del nostro Paese.
Massimo Ciancimino, soprannominato “il nano”, parla del 1992, della trattativa fra pezzi dello e , del “papello” di . Il documento, il contratto, che l’anti propose allo nel periodo delle stragi del 1992, per raggiungere un accordo. Del contenuto si sa poco, nessuno ha ammesso di averlo visto e tantomeno letto. Poi arriva Massimo Ciancimino e l’atmosfera cambia. A e a Caltanissetta (titolare della quarta tranche del processo sulla strage di ), d’improvviso sembrano aprirsi spiragli inediti. Perché Ciancimino jr c’era durante quella trattativa. Accompagnava l’anziano padre, teneva i contatti, faceva da corriere. Fra e la “commissione” governata con il terrore da Riina e lo , rappresentato, a quanto starebbe dicendo il “collaborante”, da alcuni ufficiali dei dei .
Roba da far tremare alti ufficiali ancora in carica, politici alla ribalta della scena pubblica, pezzi delle istituzioni. Perché, a 18 anni di distanza, le ombre su quelle stragi e sulla presunta trattativa nascondono ancora quelli che possono essere definiti «i occulti».
E infatti, a dimostrare l’importanza delle rivelazioni del figlio di don Vito, Massimo Ciancimino sarà sentito tra il 21 e il 23 maggio a nel processo in cui è imputato di favoreggiamento aggravato alla il generale dei Mario Mori. Lo ha deciso, rinviando al 3 aprile l’indicazione della data precisa, la IV sezione del Tribunale di , che ha fissato una trasferta di 3 giorni per motivi di per ascoltare il dichiarante Ciancimino e i collaboratori di del procedimento in cui Mori è imputato assieme al colonnello Mauro Obinu. Secondo la Procura, i due ufficiali dell’Arma non avrebbero organizzato il blitz che avrebbe potuto portare alla cattura di a Mezzojuso, il 31 ottobre 1995, e non avrebbero sviluppato le successive indagini.
Deponendo di fronte ai pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo, Ciancimino ha parlato proprio di questa trattativa tra e . Posizionando l’inizio di questo capitolo oscuro della storia della Repubblica nei 57 giorni che intercorrono fra la strage di Capaci e quella di . Anche questa trattativa, secondo l’accusa, potrebbe spiegare il mancato blitz. A dare ai militari l’input sull’operazione era , all’epoca, il confidente Luigi Ilardo, che aveva anticipato al colonnello dei Michele Riccio la presenza, nella zona, di Provenzano, che doveva partecipare a un summit con altri capimafia. Ma come nel caso della mancata perquisizione nel ’93 del covo di Riina dopo il suo arresto, qualcosa andò storto e Provenzano ebbe tutto il tempo di dileguarsi. Una macchia, quella della trattativa, che forse il più piccolo dei Ciancimino riuscirà a chiarire.

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2 Responses to “ E alla fine il Nano arrivò al papello ”

  1. [...] Pietro Orsatti su [...]

  2. Jean-Marie Le Ray on 31/03/2009 at 18:27

    Da non confondersi con “al Nano arrivò il papello” :)

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